© 2011 Alfredo Villa Ordinary Confusion

Ordinary Confusion

Ordinary Confusion è il mio folle tentativo di capovolgere tutto, dove per tutto rappresento la nostra realtà cittadina, immersa nei rumori e nel traffico che diamo per “normali” e ormai acquisiti nella vita di tutti i giorni.

In tempi in cui ci riesce difficile guardare il cielo, fermarci ad ascoltare i suoni della natura, sentire l’aria sbatterci sul viso (quasi a ricordarci che esistiamo) ho deciso di ipotizzare e rappresentare una realtà capovolta dove il cielo (e i suoi vari strati) è la base che calpestiamo mentre la strada con il traffico e i palazzi soffocanti delle periferie ci fanno da cappello. E nel cielo, tra i vari impedimenti “urbani” che pendono dall’alto, l’osservatore può trovare una via, difficile ma non impossibile, che lo porta allo specchio ovvero all’incontro con se stesso. Su questo specchio trova il messaggio di uno sconosciuto, uno di quelli che si è accorto di essere oppresso da ciò che lo circonda e di esserne un succube e schiavo abitante:

“Stanotte mi sono svegliato, ho aperto gli occhi ed ho sognato di te che seduta guardavi fuori dal mondo. Ho percepito la tua immaginazione in uno spazio immenso, vuoto e puro e in un attimo già sapevo chi eri e cosa volevi. Ma l’arrivo del giorno ha chiuso i miei occhi, spento la mente e offuscato i pensieri. eri già lontana quando, irraggiungibile e persa, nel caos dei nostri giorni ti sei accorta di me…”

In mostra ad OcchiRossi Festival 2011 dall’1 al 3 luglio 2011

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